ACCERTAMENTI “A TAVOLINO” E CONTRADDITTORIO PER TUTTI I TRIBUTI

Obbligo del contraddittorio endoprocedimentale anche a fronte di tributi non armonizzati.

È questo quanto statuito dai giudici di primae cure dalla Commissione tributaria provinciale di Matera, con sentenza del 22 marzo 2018, che annullano con condanna alle spese un avviso di accertamento “a tavolino” emesso a fronte di una contestata plusvalenza derivante dalla cessione di un terreno agricolo infraquinquennale, senza consentire al contribuente di produrre alcuna documentazione giustificativa.

Il contribuente, difeso dallo scrivente, eccepiva la violazione dei principi sanciti dallo Statuto del contribuente, dalla CEDU, dalla Carta UE (richiamati dall’art 6 par. 1 TUE) e dalle sentenze della Corte di Giustizia UE, fatti propri anche dalla Corte Costituzionale, con sentenza 17 marzo 2015, n. 37.

Come noto, gli atti e i principi comunitari sono applicabili direttamente nel nostro ordinamento solo in base principio di attribuzione delle materie devolute alla competenza UE. Pertanto, l’Unione ha competenza esclusiva solo nelle materie indicate nel TUE e nel TFUE, per le quali il giudice ha l’obbligo di disapplicare il diritto interno che va in contrasto con il diritto comunitario (Regolamenti, Decisioni, Direttive, Principi sanciti dalla Carta)

Per le altre materie, invece, si ha un’applicabilità indiretta che non obbliga il giudice interno a disapplicare tout court le norme, ma impone a quest’ultimo di interpretare preliminarmente il diritto interno in conformità con il diritto dell’Unione e poi eventualmente di rinviare la questione al giudice costituzionale.

La CTP, dimostra di ben conoscere le questioni sorte in seno alla giurisprudenza sulla distinzione tra tributi armonizzati e non armonizzati, ma supera il contrasto interpretando la normativa interna sulla tutela dei diritti del contribuente in conformità ai principi comunitari.

Infatti essa richiama lo Statuto del contribuente (art. 10 c. 1 e art. 12 c. 4 e 7) e le pronunce della Suprema Corte 2015 e 2016 nonché l’ordinanza n. 21071/17, statuendo l’obbligo del contraddittorio endoprocedimentale anche a prescindere dal tributo, al fine di evitare una discriminazione tra i tributi armonizzati e non armonizzati.

Dott. Emanuele Colonna