La nullità della fideiussione omnibus

Corte di Appello di Bari, sentenza 19/05/2020, n. 739

La Corte d’Appello di Bari, con sentenza n. 730 del 19 maggio 2020, ha stabilito la nullità totale del contratto fideiussorio ritenendo che lo “schema di fideiussione omnibus oggetto dell’intesa vietata assolva ad una funzione specifica e diversa da quella della fideiussione civile”, funzione che “verrebbe meno se le clausole più significative fossero eliminate dallo schema”.

In buona sostanza, senza le clausole nulle, l’Istituto di Credito non avrebbe accettato la fideiussione, la cui funzione “indennitaria” e di garanzia del cd. “effetto solutorio definitivo” sarebbe inevitabilmente venuta meno, facendo perdere all’Istituto di Credito l’interesse al rilascio della garanzia.

La Corte, con il provvedimento innanzi indicato, afferma che “se così non fosse, non si spiegherebbe la ragione per cui le banche, nonostante le prescrizioni emanate dalla Banca d’Italia, abbiano continuato a richiedere il rilascio di fideiussioni mediante i moduli contrattuali contenenti le clausole nulle”.

L’obiettivo è quello di rimuovere gli effetti che l’intesa ha prodotto sul mercato e tale soluzione risulta essere coerente con l’imperatività delle norme a tutela della concorrenza, tutelando gli interessi generali che queste perseguono. La diversa soluzione lascerebbe sopravvivere tutti gli effetti che l’intesa ha prodotto sul mercato in termini di contratti stipulati “a valle”, risultando poco coerente con gli obiettivi di difesa e promozione del mercato concorrenziale che sono propri del diritto antitrust.

Con la sentenza n. 730 del 19 maggio 2020 la Corte di Appello di Bari ha voluto dare totale continuità all’orientamento dell’ABF di Milano del 4 luglio 2019 favorevole alla nullità totale del contratto fideiussorio.

Avv. Viviana Rita Cellamare