L’INDENNITA’ DI ACCOMPAGNAMENTO SPETTA ANCHE IN PRESENZA DI VIZI FORMALI

Cassazione Civile/Sezione VI – Lavoro, Ordinanza 07/01/2020, n. 74

Con l’ordinanza n. 74/2020 la Cassazione, sul solco già tracciato dalla sentenza n. 14412/2019, torna ad affrontare l’annosa questione relativa ai requisiti per il riconoscimento dell’indennità di accompagnamento.

In particolare, con la predetta ordinanza, la Suprema Corte chiarisce, in maniera espressa e non equivoca, che non esistono “formule sacramentali” per richiedere l’indennità di accompagnamento, essendo sufficiente che la documentazione prodotta dal richiedente permetta all’INPS di individuare il tipo di prestazione richiesta.

Nel caso sottoposto all’attenzione della Suprema Corte l’Inps contesta al richiedente/resistente di non avere “spuntato”, nel certificato medico allegato alla domanda amministrativa, la casella che individua le condizioni sanitarie necessarie per il riconoscimento dell’indennità di accompagnamento ex art. 1, L. 11 febbraio 1980, n. 18, determinando l’improcedibilità del ricorso presentato, non essendo stata individuata la prestazione richiesta.

La Cassazione rigetta in toto tale tesi, ribadendo che “in tema di prestazioni previdenziali ed assistenziali, al fine di integrare il requisito della previa presentazione della domanda non è necessaria la formalistica compilazione dei moduli predisposti dall’INPS o l’uso di formule sacramentali, essendo sufficiente che la domanda consenta di individuare la prestazione richiesta affinché la procedura anche amministrativa si svolga regolarmente. Ne consegue che non costituisce requisito imprescindibile della domanda amministrativa barrare la casella che, nel modulo, individua le condizioni sanitarie la cui sussistenza è necessaria per il riconoscimento del diritto all’indennità di accompagnamento, non potendo l’istituto previdenziale introdurre nuove cause di improcedibilità ovvero di improponibilità in materia che deve ritenersi coperta da riserva di legge assoluta ex art. 111 Cost.”.

Alla luce del consolidato orientamento giurisprudenziale l’Inps, con messaggio n. 3883/2019, si è uniformato alle recenti pronunce della Corte di Cassazione; il certificato medico, allegato alla domanda amministrativa, è valido anche se privo del segno di spunta delle condizioni per beneficiare dell’indennità di accompagnamento, trattandosi di un vizio formale che non inficia sulla validità della richiesta dell’invalido.  

Avv. Viviana Rita Cellamare